LA GUIDA FISCALE PER I CONTRATTI DI LOCAZIONE
Quando si redige un contratto di locazione, si tende a dare per scontato che la scelta del regime fiscale sia del tutto libera. Capita spesso, ad esempio, di pensare che un classico contratto a canone libero (4+4) possa beneficiare della cedolare secca agevolata al 10%. In realtà non è così: ogni modello contrattuale è strettamente legato a precise regole fiscali. In questo articolo faremo chiarezza, illustrando brevemente come orientarsi tra i diversi regimi e come scegliere l’opzione più conveniente per evitare costosi passi falsi.
Contratto a canone libero (4+4) – Art. 2, comma 1, L. 431/98
- Tassazione Irpef (sul 95% del canone): in questo caso il canone di locazione si somma ad altri redditi IRPEF come ad esempio quelli da lavoro dipendente;
- In alternativa: cedolare Secca al 21% sul canone annuale;
- Requisiti:
- Non si necessità di alcun tipo di requisito per la tassazione Irpef;
- Per la cedolare secca al 21%, il contratto deve essere intestato esclusivamente tra persone fisiche (Non società, Ditte Individuali, Partita Iva);
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Contratto a canone concordato (3+2) – Art. 2, comma 3, L. 431/98
- Cedolare secca al 10% in misura fissa sul canone;
- Se non si vuole optare per la cedolare secca si può aderire all’applicazione dell’aliquota Irpef con una riduzione del 30% sul canone e sull’imposta di registro che passa all’1,4%
- Requisiti:
- Il canone deve essere certificato da associazioni sindacali;
- L’immobile locato deve rientrare nelle zone ad alta densità abitativa;
Contratto Transitorio (Da 1 a 18 mesi) – Art. 5, comma 1, L. 431/98
- Cedolare secca al 10% in misura fissa sul canone se l’immobile rientra nei comuni ad alta densità abitativa;
- Tassazione Irpef o cedolare secca al 21% per quei comuni che non rientrano ad alta densità abitativa;
- Requisiti:
- Per la cedolare secca al 10% il canone deve essere certificato da associazioni sindacali;
- La transitorietà deve essere motivata per il locatore (es. cessione dell’immobile) o per il conduttore (es. per motivi di lavoro);
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Contratto Transitorio tra Studenti Universitari (da 6 a 36 mesi) – Art. 5, commi 2 e 3, L. 431/98
- Cedolare secca al 10% sull’importo del canone;
- Se non si vuole optare per la cedolare secca si può aderire all’applicazione dell’aliquota Irpef con una riduzione del 30% sul canone e sull’imposta di registro che passa all’1,4%
- Requisiti:
- Il canone deve rispettare l’importo delle tabelle fornite dai comuni;
- Il canone deve essere certificato dalle associazioni di categoria;
- Non c’è bisogno di certificare il canone se è inferiore rispetto alle tabelle fornite dal comune;
- Non è possibile applicare un transitorio per studenti con tassazione Irpef o con cedolare al 21%. Unico caso è quello di trasformare il contratto in un 4+4;
- Non è possibile applicare un transitorio per studenti con tassazione Irpef o con cedolare al 21%. Unico caso è quello di trasformare il contratto in un 4+4;
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